Il manifesto del film che nasce sul web

Il network del disagio ambientale d’Italia.



Viviamo in un paese in cui ci si può permettere di dimenticare la Terra, ma non le prime parole della Commedia di Dante. Un paese in cui l’educazione scientifica è inesistente e quella ambientale negata. Un paese in cui si muore per frana o terremoto, ma si continua a costruire fino dentro la bocca dei vulcani. Un territorio che si trasforma in cemento e asfalto e perde ogni naturalità, con il rischio di non ricordare nemmeno come fosse l’Italia solo venti anni fa.


In pochi pensano oggi che il paesaggio non sia un bene culturale e che un parco vada tutelato né più né meno di come si fa con la Cappella Sistina o con Venezia. Ma c’è qualcosa di più: l’ambiente naturale – che ci siano uomini oppure no — è il presupposto di ogni paesaggio, deve essere tutelato per primo e meglio.


In questa situazione vogliamo fare qualcosa. Vogliamo comporre una mappa ragionata del disagio ambientale in Italia, una specie di mosaico del nostro paese che venga dall’esperienza di tutti noi. Chiamiamo perciò a raccolta tutti coloro che hanno a cuore il nostro futuro ambientale e che sono consapevoli che solo attraverso la conoscenza e la diffusione dell’informazione si possa disegnare uno scenario migliore per il nostro territorio.


Chiediamo contributi video, fotografici, di immagini comunque reperite (e magari anche disegni personali, testi scritti o parlati). Chiediamo anche una particolare attenzione alla documentazione del passato: antiche fotografie e testi, prime immagini filmate, disegni e stampe o quadri del territorio italiano nel passato recente e lontano.
Da tutta Italia e da ciascuno chiediamo uno sforzo di documentazione per studiare il cambiamento del territorio e i suoi mali e disegnare una possibile via d’uscita.


Vogliamo porre l’accento sulle seguenti tematiche:
1. consumo di territorio: ogni anno l’Italia ne brucia 250.000 ettari, come nessun altro in Europa;
2. perdita di habitat e biodiversità: l’Italia è il paese europeo a massima biodiversità
3. fiumi e laghi perduti: le acque dolci sono in grave stato di disagio, più di quelle marine
4. perdita delle coste e delle spiagge: il problema dell’erosione marina
5. perdita delle foreste e riforestazione
6. traffico urbano
7. desertificazione e perdita di suoli
8. cave e miniere
9. impianti industriali
10. rifiuti


Insomma, vogliamo documentare quanto le attività industriali, agricole e edilizie hanno trasformato il paese. Ma vogliamo farlo in maniera seria e moderna, applicando il metodo scientifico della prova provata e inserendo anche esempi positivi di riconversione ecologica.


Un futuro diverso è possibile solo quando si conoscono gli errori del passato e se ne fa patrimonio comune.
E un’immagine significativa parla più di mille libri.
Ma non chiediamo solo materiali. Proprio per rendere a tutti più agevole documentare come cambia il territorio i contributi che trovate su questo sito sono a disposizione per creare le vostre opere purchè rispondano agli stessi principi ispiratori di questo progetto: divulgare lo stato di salute del nostro Paese e non abbiano scopo di lucro.


In pratica
Telecom Italia, tramite avoicomunicare, non ha solo deciso di mettere a disposizione della rete delle risorse per la produzione di un documentario che descriva e testimoni lo stato di salute ambientale dell’Italia, film presentato alla BlogFest 2011, ma ha anche deciso di mettere a fattor comune il patrimonio raccolto spontaneamente dalla Rete.


Ed è così che il progetto creato con il contributo della Rete, in Rete, torna a mettersi a disposizione della Rete tramite il libero utilizzo dei materiali qui raccolti. Certo una citazione di autore e fonte del materiale rimane obbligatoria. E ci farebbe anche piacere che i nuovi documentari così creati fossero anche questi caricati sulla piattaforma a dimostrazione di un circolo virtuoso che si chiude.


Ancora una volta ci troviamo a dire che è un progetto che in Italia, con queste modalità, non è stato ancora mai realizzato. Una nuova sfida che rilanciamo a tutta la Rete.


Buon lavoro!!